CINA: la Cina inasprisce le misure per regolamentare la concorrenza tra i retailer online
Il 7 gennaio, il governo cinese ha annunciato una serie di misure per regolamentare meglio le piattaforme di e-commerce che, in un contesto di forte concorrenza, hanno adottato pratiche talvolta considerate eccessive per attrarre venditori e incrementare le vendite. Secondo Bloomberg, le nuove normative vietano alle piattaforme di obbligare i venditori a proporre promozioni come condizione per essere presenti sulle loro piattaforme. Questa norma affronta una pratica consolidata che, a quanto pare, sarebbe diventata più aggressiva nel 2025, dato il contesto economico. I consumi cinesi rimangono fragili, nonostante le varie misure governative annunciate dal 2024 per incoraggiare i consumatori a risparmiare meno. Come riportato da FashionNetwork.com, questa corsa ai tassi di conversione ha intensificato la concorrenza tra le principali piattaforme e accelerato significativamente l'uso delle promozioni. Alibaba, Meituan e JD.com, in particolare, sono sotto esame da parte delle autorità cinesi. Questi tre attori hanno lottato strenuamente per dominare il redditizio mercato della consegna di pasti a domicilio, aumentando gli incentivi per i clienti e i sussidi per i ristoratori. Altre misure degne di nota entreranno in vigore dal 1° febbraio. Ad esempio, agli influencer cinesi non sarà più consentito fare false affermazioni sui prodotti che promuovono. Si tratta di un'evoluzione significativa in un Paese in cui lo shopping in diretta vede migliaia di influencer di ogni dimensione pagati per pubblicizzare prodotti in tempo reale. Pechino vuole anche porre fine alle pratiche comunemente radicate nel retail online cinese. Per i clienti, ciò significa la fine dei rimborsi senza domande. Per le piattaforme, gli accordi di esclusiva con i piccoli commercianti sono ora vietati, quindi non dovranno più scegliere tra piattaforme dominanti. La legge rafforzerà anche gli obblighi delle piattaforme in materia di protezione dei dati.
‘Concorrenza irrazionale’
A novembre, Meituan ha registrato le sue prime perdite in quasi tre anni, che il management dell'azienda ha attribuito alla ‘concorrenza irrazionale’ guidata dai leader di mercato Alibaba, Taobao, AliExpress, e JD.com. Questo inasprimento delle normative nazionali per i retailer online cinesi arriva mentre cercano di adattarsi all'evoluzione delle normative occidentali. Oltre alle nuove ‘tasse Trump’ che colpiscono le importazioni statunitensi di prodotti cinesi, gli Stati Uniti ora tassano anche i piccoli pacchi provenienti dalla Cina. Questa misura mira a frenare l'espansione locale dei colossi cinesi Shein e Temu. E mentre queste aziende hanno reindirizzato i loro sforzi, in particolare in termini di marketing, verso l'Unione Europea, l'Unione sta ora rispondendo con l'introduzione, questa primavera, di una tassa di tre euro sui piccoli pacchi extraeuropei. Questa si aggiunge alle misure nazionali, come quella attualmente in discussione in Francia, dove si sta discutendo di un'imposta aggiuntiva da 2 a 5 euro.
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