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MONDO: quale strategia IT dovrebbero adottare le aziende della moda e del lusso nel 2026?

Secondo uno studio condotto da Deda Stealth, specialista in ERP, né l'intelligenza artificiale né gli acquisti, ma piuttosto il controllo dei costi, dovrebbero dominare le roadmap dei CIO, Chief Information Officer, nel settore della moda e del lusso, evidenziando un clima aziendale offuscato dall'instabilità geopolitica e dalla minaccia di nuovi dazi statunitensi. Per questo studio, che traccia la gerarchia delle priorità percepite dai CIO per il 2026, sono stati intervistati dirigenti di circa un centinaio di aziende. Non sorprende che la riduzione dei costi sia in cima alla lista per il 57,4% dei decisori intervistati, di poco davanti al miglioramento delle strategie omnichannel, 51,9%, e alle iniziative di sostenibilità e tracciabilità, 46,3%. Con i budget sotto attento esame, gli investimenti si stanno concentrando su specifiche leve di performance. Il segmento Data & Analytics cattura l'attenzione del 63% degli intervistati, davanti all'intelligenza artificiale, 51,9%, e alla sicurezza informatica, 48,1%. Tuttavia, lo studio evidenzia un netto divario tra aspettative strategiche e realtà operativa, in particolare lungo la supply chain. Mentre la logistica dei prodotti finiti è considerata cruciale con un punteggio di importanza di 9/10, la soddisfazione dei CIO si attesta tra 6 e 7/10. L'anello debole rimane la collaborazione con i fornitori: sebbene considerata critica, registra un punteggio di soddisfazione mediocre, 4-5/10, rivelando flussi di informazioni a monte lenti.

La situazione è simile nel retail.

Sebbene il negozio sia visto come uno spazio di ‘espressione dell'identità’, gli strumenti di gestione faticano a tenere il passo. L'orchestrazione degli ordini e la gestione dei resi, punti critici di lunga data nell'e-commerce, sono considerati altamente strategici, con punteggi di importanza di poco inferiori a 8,5/10, ma registrano livelli di soddisfazione inferiori a 6/10.

L'intelligenza artificiale è ancora in fase sperimentale.

Di fronte a queste sfide, e in un contesto di crescente pressione normativa, l'intelligenza artificiale sta emergendo come una potenziale risposta, ma l'implementazione rimane incerta. Solo il 3,7% delle aziende intervistate dichiara di aver implementato l'intelligenza artificiale su larga scala. Per un terzo del campione, la tecnologia è ancora in fase di sviluppo, mentre il 27,8% prevede l'implementazione entro due anni. Questo avvio lento è in parte dovuto alla carenza di talenti. Metà delle aziende segnala un gap di competenze ‘da moderato a significativo’ in ruoli chiave come l'architettura dei dati e l'ingegneria del cloud. “Questo sta accelerando la digitalizzazione dei brand: dati, intelligenza artificiale e ottimizzazione della supply chain stanno diventando leve indispensabili per il mantenimento delle performance”, conclude Luca Tonello, CEO di Deda Stealth.

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