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MONDO: secondo un recente report, i consumatori di beni di lusso percepiscono sempre più come meno prestigiosi i fashion brands che utilizzano pellicce e pelli di animali selvatici

Secondo una nuova ricerca di Collective Fashion Justice, i consumatori di beni di lusso percepiscono sempre più come meno prestigiosi i fashion brands che utilizzano pellicce e pelli di animali selvatici, evidenziando un cambiamento di atteggiamento nei confronti dei materiali tradizionalmente considerati di lusso. Il report, basato su interviste a 61 consumatori con un patrimonio elevato e molto elevato tra Londra, Parigi e New York, ha rilevato che il 95% degli intervistati ritiene che l'uso di pellicce e pelli di animali selvatici renda i luxury brand meno prestigiosi. Molti, al contrario, associano il lusso moderno a innovazione, etica e sostenibilità. Tra gli intervistati, l'80% ha affermato che sarebbe più propenso ad acquistare prodotti derivati ​​da animali selvatici se credesse che contribuiscano alla conservazione, mentre l'85% ha dichiarato che li prenderebbe in considerazione solo se fossero garantiti standard di benessere animale. Tuttavia, quasi la metà ha ammesso di non essere a conoscenza delle problematiche legate al benessere animale associate al commercio di pelli di animali selvatici. Emma Håkansson, fondatrice e direttrice di Collective Fashion Justice, ha dichiarato: “È evidente che i consumatori di lusso più esigenti percepiscono l'utilizzo di materiali derivati ​​da animali selvatici in un modo che danneggia la percezione complessiva del brand. I brand più lungimiranti si sono già allontanati dalle pellicce e dai materiali derivati ​​da animali selvatici. Dobbiamo vedere l'intero settore della moda adeguarsi e investire in biomateriali di nuova generazione.” Questi risultati emergono in un momento in cui sempre più aziende del settore del lusso si stanno allontanando dai materiali di origine animale. All'inizio di quest'anno, la Camera Nazionale della Moda Italiana ha annunciato che la Settimana della Moda di Milano non avrebbe più promosso la pelliccia nei suoi eventi ufficiali o sui canali social, unendosi alle settimane della moda di Londra, New York, Copenaghen e Berlino che hanno adottato politiche ‘fur-free’. Il report ha inoltre rilevato che gli intervistati si sono mostrati aperti ai materiali di nuova generazione, a condizione che mantengano l'artigianalità, la qualità e l'esclusività associate alla moda di lusso. Secondo la ricerca, i consumatori erano più interessati alla rarità, all'innovazione e al design che al fatto che un prodotto fosse realizzato con materiali di origine animale. Collective Fashion Justice sostiene che ciò rappresenti un'opportunità per i marchi di lusso di investire ulteriormente in materiali alternativi, pur mantenendo un posizionamento premium. Il rapporto osserva inoltre che una maggiore regolamentazione del commercio di animali selvatici e il cambiamento delle aspettative dei consumatori potrebbero comportare rischi legali e commerciali per i marchi che continuano a utilizzare pelli e pellicce esotiche.

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